Perchè correre significa...conoscere meglio se stessi ed i propri limiti. Ascoltiamo la natura e rispettiamola...saremo ricambiati
giovedì 17 dicembre 2015
martedì 30 giugno 2015
ETNATRAIL - Rifugio Sapienza 28 giugno 2015
Credevo di aver visto e vissuto un po' di tutto grazie alle mie numerose frequentazioni delle gare trail in giro per l'Italia, ma non avevo ancora provato la sensazione di salire per 150 mt di dislivello su un cumulo di lava che frana ad ogni passo. Il dislivello di 1.000 mt da percorrere in circa 7 km sicuramente presentava la gara come molto impegnativa. Ma, malgrado la descrizione di Aldo Siragusa durante il briefing prima della partenza, credo nessuno potesse immaginarsi cosa avremmo dovuto affrontare al 9° km. Dopo un'interminabile ascesa lungo il costone della Valle del Bove che ci lascia letteralmente a bocca aperta, arriviamo al primo punto di ristoro dove un vento molto freddo ed una fitta nebbia ci ricordano che siamo a quota 2.650 s.l.m. Comincia a far freddo ed il sudore comincia ad accentuare l'effetto sulla pelle e, più si sale, più si comincia a scorgere una strana formazione lavica, come due gobbe di cammello con un varco al centro sul quale cominciamo a scorgere la fila di atleti che arrivano alla sommità prima di attaccare la discesa. Capisco adesso che siamo in prossimità della Schiena dell'Asino: trattasi di un tratto nel quale la pendenza risulta tanto accentuata da costringerci a salire con l'aiuto delle mani. Ogni volta che percorri due passi, frani giù per uno. E' una situazione surreale vedere tutte queste persone che, come formiche, scalano questa collina lavica barcollando e scivolando ad ogni passo. Il vento comincia ad aumentare e il freddo è un problema, la vetta comincia ad avvicinarsi e le gambe sono sempre più affaticate. La nebbia non permette di godere il panorama che un posto così offre ma, dopo l'ultimo tratto di salita, finalmente si scorge il punto di inizio della discesa. Siamo in cima ad un cratere a quota 2.810 s.l.m. del quale percorriamo tutta la cresta e, dopo una piccola sosta per svuotare le scarpe dalla sabbia lavica, comincia la discesa. Adesso comincia il divertimento: posso lasciarmi andare e scendere come uno sciatore. Basta portare il peso del corpo a monte e lasciar fare alla forza di gravità. Il tratto di sabbia continua per qualche km con una pendenza inferiore e permette di far riposare le gambe affaticate dal tratto precedente.
Adesso la temperatura è salita e, dopo un tratto in cui comincia a comparire la vegetazione, entriamo nel bosco e ci colleghiamo al sentiero che percorreremo nella seconda parte della gara. Il resto del percorso risulta abbastanza regolare, ricco di vegetazione e con un fondo poco impegnativo.
Mi sento in dovere di citare il gesto davvero sportivo di Adolfo Sgammeglia il quale, essendosi accorto che ad un bivio mancava l'indicazione con la tradizionale fettuccia rossa, ha rinunciato alla sua gara e si è fermato sul posto per indicare la strada agli atleti dietro di lui. Credo che lo sport, quello vero, sia anche fatto di gesti come questo: tanto di cappello!!
Finalmente dopo 27 km l'ultima vera salita che ci porta al tratto di strada asfaltata di 1,5 km verso l'arrivo. Incontro la famiglia e percorro l'ultimo km in compagnia del nipotino Daniele che gusta insieme a me la gioia del traguardo. Sono trascorse 5 ore e 59 minuti ed anche questa è archiviata.
Ecomaratona delle Madonie - Polizzi Generosa 7 giugno 2015
Per me è la settima volta sulle otto edizioni fin ad ora disputate della gara. Anche se un po' in sordina, anche quest'anno in circa un centinaio ci ritroviamo nella piazza centrale di Polizzi Generosa.
Quest'anno voglio provare a partire molto piano per non incappare nella crisi della seconda salita e così comincio molto lentamente. Infatti alla prima vera salita, quella di Monte Cervi, non ho alcun problema e procedo a passo abbastanza spedito. Dopo la discesa da Piano Cervi arrivo al cospetto della seconda parte del percorso e, malgrado qualche difficoltà nel primo e più ripido tratto, non ho problemi a mantenere un ritmo che alterna corsa lenta a passo veloce. La giornata fortunatamente è abbastanza fresca, di tanto in tanto qualche nuvola attenua la morsa del sole e un leggero venticello mitiga gli effetti della fatica dovuta alla salita. Arrivo così a Madonna dell'Alto e mi preparo per l'interminabile discesa, non prima di essermi abbondantemente rifocillato al punto di ristoro in prossimità del santuario. Quassù, dando un'occhiata al cronometro (5 ore e 35 minuti), mi rendo conto che forse avrei potuto osare un po' di più fin dall'inizio e forse ho percorso la prima parte di gara troppo lentamente ma, mettiamola così, mi sono stancato meno ed ho goduto maggiormente dello splendido panorama. Comincio la lunga discesa verso Polizzi e, dopo 1 ora e 40 minuti taglio il traguardo che mi consente di mettere in archivio la mia settima Ecomaratona delle Madonie.
Sono trascorse 7 ore e 15 minuti dalla partenza. Anche questa è fatta.
Anche quest'anno percorso perfetto ed indicazioni impeccabili. Complimenti agli organizzatori!
giovedì 12 febbraio 2015
domenica 3 agosto 2014
Etnatrail 64 km - 2 agosto 2014

Dopo la conclusione della gara di 30 km dello scorso anno, avevo appreso la notizia che per l'edizione del 2014 la distanza sarebbe stata più che raddoppiata con un aumento notevole anche del dislivello. La mia reazione di allora era stata, a caldo, di rifiuto totale della sola idea di partecipare.
Ed infatti, come succede regolarmente, ieri alle 5.30 del mattino eccomi schierato ai nastri di partenza.
Partiamo un quarto d'ora dopo a causa del leggero ritardo del sorgere del sole ed affrontiamo i primi 15 km al fresco, quasi totalmente in discesa con qualche strappetto di salita che non crea alcun problema alle gambe ancora fresche. Siamo scesi da quota 1.800 s.l.m. a quota 1.295 s.l.m.. Adesso però si comincia a fare sul serio, ci aspetta la prima delle due grandi salite: quella che ci porterà sulla cresta della valle del Bove a quota 2.200 s.l.m.. Passiamo dal rif. Citelli e facciamo scorta di acqua, infatti il prossimo ristoro sarà al 36 km per il passaggio intermedio da Piano Provenzana. Comincio la salita bene, le gambe ci sono ed imposto un passo regolare. Il tratto nel bosco mi consente di non avere problemi con il mio avversario principale: il caldo. Ed infatti puntualmente, quando si presenta l'ultimo tratto e il passaggio sulla cresta, con il sole già alto e molto caldo malgrado la quota, comincia la solita crisi. Neanche questa però distoglie la mia attenzione dallo splendido panorama che si ammira: a sinistra l'immenso bacino di lava dalla valle e a destra il mar Ionio.
Decido di fare una piccola sosta per alimentarmi e recuperare energie. E la scelta si dimostra azzeccata in quanto adesso posso affrontare la discesa verso Piano Provenzana con maggior lucidità. Finalmente, alle 11.50 circa arrivo al punto di ristoro e preparo, mangiando anche dei pezzi di prosciutto e polenta, la seconda e ben più dura salita. Scenderemo infatti per 4 km circa fino a quota 1.500 s.l.m. e quindi il nostro obiettivo sarà il cratere centrale dell'Etna a quota 3.000 s.l.m. Il rumore delle bocche recentemente aperte ci accompagna per tutta la gara. Continui boati come cannonate e rocce scagliate molto in alto sono quello che costantemente si vede puntando verso la cima del vulcano. La salita diventa veramente dura dopo il km 51. La pendenza aumenta notevolmente e non concede tregua alle gambe già provate dai passaggi attraverso le varie colate laviche. Anche in questo tratto imposto un passo regolare, ma nell'ultimo tratto comincio a sentire i principi di cedimento fisico che si manifesterà con tutte le sue conseguenze negli ultimi 2 km di salita, proprio sotto le bocche da cui provengono le cannonate di cui parlavo prima. Sembra proprio che la benzina sia finita ed il ritmo diventa davvero lento, l'andatura barcollante e il vento (molto forte a questa quota) sempre contrario. Ma ormai manca poco per la discesa finale e poi solo 5 km circa mi separeranno dall'aver vinto la mia scommessa: quella di arrivare sano e salvo.
Il primo tratto di discesa ci porta verso l'osservatorio e attraversiamo un piano che sembra essere più lunare che terrestre. Poco dopo si comincia a scendere nella sabbia lavica. Il tratto indubbiamente più divertente con una pendenza che mai avevo provato in cui bastava lasciarsi andare e tenere il corpo inclinato verso dietro. E' davvero emozionante girarsi ed osservare il dislivello percorso in poche centinaia di metri: sembra di essere scesi da un muro. Dopo qualche km ecco che vedo nuovamente Piano Provenzana. La solita sosta per svuotare le scarpe piene di sabbia lavica e l'ultimo tratto (molto pietroso) verso l'arrivo. Adesso è il momento di raccogliere tutte le energie ancora disponibili per completare questa avventura. Finalmente scorgo in lontananza le sagome di Stefania e Chiara che, come di consueto, mi incoraggiano e mi accompagnano letteralmente al traguardo. Concludo in 13 ore e 15 minuti. La scommessa con me stesso è vinta!
domenica 12 gennaio 2014
Ecotrail della Ficuzza - Il gran finale - 22 dicembre 2013
Gara come sempre affascinante e dura. Il terreno, tutto sommato in accettabili condizioni, nasconde tutte le insidie che in un terreno fangoso può incontrare un corridore. I polpacci devono fare gli straordinari e i crampi sono sempre in agguato. Siamo circa 250 e la giornata è dalla nostra parte: dopo un inizio con qualche nuvola minacciosa, uno splendido sole infatti ci illumina e ci prospetta una mattinata di puro divertimento. Mi sento bene e parto, come sempre, prudentemente. Il primo tratto infatti si corre senza particolari pendenze e ti permette di impostare un certo ritmo che viene successivamente smorzato dalla prima salita che ci porta verso il Gorgo Lungo, il Gorgo del Drago e la Peschiera del Re. Nella parte centrale si scende verso Santa barbara e si intraprende la salita verso il Pulpito del Re. Le gambe girano e mi accorgo che, anche in salita, riesco a tenere il ritmo di gente indubbiamente più forte (e leggera) di me. Nell'ultima discesa verso l'arrivo riesco ad impostare un'andatura veloce e taglio il traguardo con un ottimo (per me) tempo di 2 ore e 31 minuti. E' il mio miglior piazzamento da quando affronto questa gara.
Ed anche per quest'anno abbiamo finito, l'allegra brigata del trail può tirare le somme di una stagione che ha visto un numero inferiore di gare ma non una inferiore qualità dei percorsi. Adesso ci salutiamo e ci facciamo gli auguri e ci ritroveremo, come ogni anno, a marzo per il primo appuntamento del 2014.
giovedì 24 ottobre 2013
lunedì 7 ottobre 2013
Granfondo di Marineo - 06/10/2013
Dopo la pioggia di sabato il bosco di Ficuzza è ridotto ad un pantano impraticabile. Malgrado le condizioni, partiamo puntuali alle 10,00 circa per completare i 55 km del percorso lungo.
Grande delusione: dopo un'estenuante lotta contro il fango che ha ostacolato in tutti i modi possibili l'andatura, arrivo al lago Scanzano (6 km circa dall'arrivo) in 5 ore e 16 minuti. Il tempo massimo per giungere in quel punto era stato fissato in 5 ore. Mi viene ritirato il numero e raggiungo Marineo dalla statale sotto una fitta pioggia e dopo una bella salita. Alla fine mi sono divertito tantissimo ma mi resta l'amaro in bocca. Comunque l'esperienza è stata unica e già pregusto la rivincita il prossimo anno. Dopo un'ora di idropulitrice finalmente vedo di nuovo il colore della bici.
martedì 1 ottobre 2013
mercoledì 7 agosto 2013
Etnatrail - Piano Provenzana 4 agosto 2013
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| In vista del traguardo |
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| Arrivo in compagnia di Franco Mura |
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| In attesa della partenza |
sabato 15 giugno 2013
Ecomaratona delle Madonie 7° edizione - Polizzi Generosa (PA) - 9 giugno 2013
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| Gli ultimi 50 mt |
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| Ragazzi mi dispiace: ho bucato! |
Questa volta sono arrivato al traguardo!!! Lo sottolineo perché non è stato facile a causa della solita crisi nella seconda salita al 22° Km. Ma...andiamo per gradi. La prima cosa che mi preme sottolineare è l'ottima organizzazione, come sempre, di Roberto Cipriano e Cinzia Cucco che, malgrado i grossi problemi nel reperimento delle risorse, hanno fatto uno sforzo notevole e regalato ancora una volta (speriamo ancora per tante altre) una manifestazione che porta le Madonie ad essere al centro dell'attenzione internazionale. Il percorso è stato praticamente perfetto: Mimmo Patti ha svolto un lavoro stupendo e, con la collaborazione dei lavoratori della Forestale, ha realizzato un tracciato dove tutto è stato previsto nei minimi dettagli. Bravo!!!!!!
Anche quest'anno parto molto piano, risparmio le energie per concentrarle tutte nel tratto in cui ne avrò più bisogno: la seconda salita. La giornata è limpida e, se da un lato questo è un fatto positivo dal punto di vista dell'osservazione del panorama, dall'altro è facile presagire un sole devastante nelle ore più calde della giornata: ed è proprio in quelle ore che avrei cominciato il tratto fatale. La prima salita, quella di Monte Cervi, malgrado la forte pendenza, non causa particolari danni. Riesco ad arrivare a Piano Cervi in buone condizioni e nelle medesime affronto la discesa verso Piano Noce. Al termine ci sarà l'inizio della salita di Vallone Madonna degli Angeli ed il sole già alto comincia a serrare la sua morsa. E così sia, anche oggi soffro il caldo e percorro la salita con difficoltà enorme. Fra una fermata e l'altra arrivo finalmente a Piano Jole al 27° km, proprio dove mi sono ritirato lo scorso anno, ma non voglio fermarmi. Mangio qualcosa al punto di ristoro e continuo la salita che diventa più forte verso Piano Grande. Con mio stupore mi accorgo che le gambe ricominciano ad andare: probabilmente il fresco dei 1.700 mt e l'ombra del bosco nel quale mi sono riposato precedentemente mi hanno permesso di recuperare le forze. Arrivo così con gran facilità a Monte S. Salvatore, a Madonna dell'Alto ed attacco la discesa verso Polizzi. Una gradita sorpresa è rappresentata dal single track che sostituisce la noiosa e pietrosa strada bianca: questo rende meno monotono questo tratto e aumenta il tasso tecnico della discesa. Fra una crisi ed un'altra ho perso più di un'ora e faccio il mio ingresso a Polizzi dove mi aspettano le scale prima di percorrere il corso principale e tagliare il traguardo. Nell'ultimo tratto sento le voci che mi incitano per gli ultimi 100 mt e in lontananza vedo la mia famiglia. Le ultime mie parole, prima di tagliare il traguardo, sono: "Ragazzi mi dispiace.....ma ho bucato!!!!". Sono passate 7 ore e 46 minuti!!!!!
mercoledì 1 maggio 2013
Ecotrail dei Monti Sicani - Palazzo Adriano (PA) 28 aprile 2013
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| Davanti al gabinetto la tensione pre-gara gioca brutti scherzi. |
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| Tutti pronti per partire |
La seconda prova del circuito Ecotrail Sicilia 2013 ci vede partire dalla famosa piazza in cui è ambientato gran parte del film Nuovo Cinema Paradiso. La gara di 18 Km è costituita da due forti salite e da una discesa molto tecnica, ricca di insidie, che attraversa un fitto bosco. Siamo circa duecento fra partecipanti alla competitiva e al walktrail. La giornata è soleggiata ma, giunti nel punto più alto del percorso, incontriamo un forte vento che rallenta leggermente l'andatura. E' veramente affascinante il passaggio in quota lungo la cresta quando passiamo lungo un sentiero a destra del quale abbiamo un panorama, ed un burrone, veramente unico. Per quanto mi riguarda mi difendo abbastanza bene in salita e mi lancio quando la strada comincia a scendere. Dopo la seconda discesa si arriva alla salita finale, breve ma fatale, perché arriva dopo 17 km ed ha una pendenza notevole. Sono costretto a camminare per gran parte del tratto e così raccolgo anche le energie per la volata finale. Si arriva così finalmente alle porte del paese e si percorre una strada in pavet che porta all'arrivo. La vista della famosa fontana, come ogni anno, allieta i minuti immediatamente successivi alla conclusione della gara con un'acqua veramente fresca e buona. Tanti fanno il pediluvio o addirittura si immergono. Per quanto mi riguarda concludo in 2 ore e 15 minuti: 13 minuti in meno dello scorso anno. Questo vuol dire che l'allenamento funziona!!!
mercoledì 24 aprile 2013
Ecotrai di Casaboli - 21 aprile 2013
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| Foto Siciliarunning |
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| Foto Siciliarunning |
Una bella sgambata di 15 Km sotto una fitta pioggia. Il bosco di Casaboli ci mostra tutto il suo fascino anche con una giornata non proprio bella. Una gara con un dislivello totale non troppo elevato ma ricca di cambi di ritmo che si fanno sentire. Siamo circa in settanta a prendere il via dal parcheggio del parco avventura per poi arrivare nuovamente al punto di partenza dopo un bel giretto attraverso posti veramente suggestivi. Alla fine, malgrado la pioggia, una arrostita di salsiccia per festeggiare l'evento tutti insieme. Mi preme fare un complimento particolare alla società organizzatrice della gara, la Marathon Monreale, che ha sicuramente fatto un buon lavoro e speriamo che questo evento sia il primo di una lunga serie.
giovedì 18 aprile 2013
Ecotrail di Monte Pellegrino - Palermo 14 aprile 2013
E si riparte.... Domenica 14 aprile l'appuntamento con la 1° prova del circuito Ecotrail Sicilia 2013 è alle 9,30. Si percorreranno i circa 16 Km che trovano nella valle del Porco e nella discesa della Rufuliata (variante Viller) i momenti maggiormente tecnici ed impegnativi. La giornata è davvero bella, un sole splendente riscalda gli atleti prima del via ed il terreno è in perfette condizioni. Oggi ci divertiremo. Siamo circa 200 fra partecipanti alla gara competitiva e non competitiva. Lo spirito è quello di sempre: il divertimento viene sempre prima del risultato. Dopo i primi 3 km in giro su e giù per il parco della Favorita (più su che giù), si attacca l'arrampicata della valle del Porco. Un serpentone di persone ansimanti anima la stretta gola che, con una pendenza da brivido ed in 1 km circa, ci porta al santuario di S. Rosalia. Giunti in cima ci aspetta un bel tratto di discesa lungo la scala vecchia fino a Mezzo Arancio. Si ricomincia quindi a salire lungo il c.d. sentiero del Principe fino a Pizzo Monaco dove si trovano le antenne proprio in cima al monte. Appena il tempo di rifiatare e un tratto di discesa tecnica con gradoni di roccia molto insidiosi ci riporta al santuario per poi imboccare il suggestivo percorso che attraversa il bosco di Pizzo Rufuliata lungo il quale sono presenti vari punti panoramici con vista mozzafiato sul golfo di Palermo. Infine si giunge alla discesa finale: la variante Viller. Sono circa 2,5 km di percorso nel bosco con continui cambi di direzione e pendenza, una vera manna per gli specialisti che in questo tratto possono davvero fare la differenza. Avevo previsto di impiegare circa 2 ore ed alla fine concludo in 2 ore e 9 minuti. Non posso lamentarmi anche se potevo sicuramente fare meglio. Ma, come ho detto prima e come ribadisco, in una gara di trail il tempo è una variabile secondaria, al primo posto viene sempre la soddisfazione di avere vinto una battaglia e di aver dimostrato a se stessi che i limiti esistono solo dentro di noi e aspettano solo di essere superati. E poi vuoi mettere il divertimento.........domenica 7 aprile 2013
Vivicittà 2013 - Palermo 7 aprile 2013
Alle 9,30 due gentili fanciulle, Alice e Chiara, si schierano sotto l'arco posto in via Maqueda, proprio davanti al teatro Massimo. Con le loro magliette color arancione sono pronte ad affrontare i 3 km di asfalto che le porteranno a conquistare la tanto ambita medaglia di partecipazione al Vivicittà 2013. In tantissime città d'Italia, e non solo, tanti ragazzi come loro sono pronti anch'essi in attesa del fatidico sparo che scandisce l'inizio della gara. Con lo sguardo cercano qualche compagno o compagna di classe che aveva garantito la presenza, ma non scorgono nessuno e così si accontentano di essere accompagnate dal sottoscritto. Con un grande sorriso stampato sui visi cominciano così la piccola avventura che le avrebbe riportate al punto di partenza. La marea di bambini con relative famiglie costituisce un colpo d'occhio e via Ruggero Settimo e Via Libertà si colorano di arancione. Le due fanciulle si comportano bene, alternano tratti di corsa a tratti di recupero attivo. Il sole illumina la strada e la temperature sale notevolmente. Le guance si colorano di rosso ed il sudore comincia ad imperlare la fronte. Ma loro continuano senza esitazione, raggiungono Piazza Croci ed affrontano il giro di boa. Adesso si vede l'arco dell'arrivo, un paio di minuti di camminata per ricaricare le batterie e via al galoppo verso il traguardo. I visi sono sempre più sorridenti. La vista dell'arrivo e la marea di gente che grida ed incita i partecipanti creano quell'impulso che permette di correre più veloce. Corrono sempre più velocemente e cominciano a superare tante persone. Adesso dobbiamo girare intorno al Teatro Massimo e quindi tagliare il traguardo tra una folla festosa che circonda il rettilineo finale. E così si permettono uno scatto finale passando sotto l'arco dove vengono raggiunte dalla seconda Chiara e da Sofia che, anche loro, hanno percorso la distanza. Adesso le fanciulle sono quattro e, dopo aver ritirato il meritato sacco con il ristoro, indossano la meritata medaglia di partecipazione e si concedono le immancabili foto ricordo.
Poi, alle 10,30 tocca a me. Parto per la gara di 21,097 Km ed anch'io mi concedo la mia dose di divertimento. Impiego 1 ora 39 minuti e 44 secondi che, fra l'altro, è il mio secondo miglior risultato di sempre nella mezza maratona. Meglio di così........!
martedì 19 febbraio 2013
Ciaspolata delle Madonie - Piano Battaglia 17/02/2012
Come ogni anno il mese di febbraio ci propone un appuntamento veramente divertente e da non mancare. La Ciaspolata delle Madonie è ormai entrata a far parte di diritto degli appuntamenti sportivi di rilievo. L'idea di correre con le ciaspole incarna senza dubbio la voglia di natura che in questi ultimi anni si diffonde a macchia d'olio nel panorama sportivo della nostra isola ma non solo. Su strada, con la pioggia, con il sole, con la neve, con le ciaspole, sulle pietre, sull'erba, dovunque....l'importante è correre. La neve è abbondante e la nevicata di sabato sera ha ulteriormente incrementato il manto bianco. Partendo da Palermo, la giornata si presenta piovosa e questo lascia presupporre il verificarsi di nevicate così come gli scorsi anni. Ma, giunti a destinazione, abbiamo una gradevole sorpresa: uno splendido sole sembra aver avuto la meglio sulle nuvole minacciose e ci scalda tanto che possiamo anche alleggerirci per poter correre più agevolmente sulla neve. Svolte le operazioni di punzonatura, comincia il breve briefing in cui il buon Mimmo Patti ci illustra il percorso e le possibili insidie che ci si possono presentare. L'abbondante nevicata della notte ha infatti ricoperto lo strato di neve in precedenza compattata creando i presupposti per una faticata superiore a quanto previsto. Le ciaspole affonderanno particolarmente mettendo a dura prova le caviglie e costringendo i muscoli delle gambe ad un lavoro extra. I giri da percorrere sono 3. Si parte dal gazebo posto in prossimità del posteggio di Battaglietta e si percorre il perimetro della valle in un continuo alternarsi di salite ed insidiose discese. Il movimento innaturale delle gambe costituisce la principale difficoltà da affrontare. Per metà del primo giro stiamo tutti insieme seguendo Mimmo Patti che ci guida lungo il percorso. Successivamente il gruppo si divide creando così la gerarchia che sarà rispettata fino alla fine della gara. Come ogni anno il ringraziamento principale va a Roberto Cipriano e Mimmo Patti, già rispettivamente organizzatore e responsabile del percorso dell'Ecomaratona delle Madonie. Grazie a loro abbiamo la possibilità di partecipare ad un evento non certamente nella tradizione siciliana ma che costituisce sicuramente un occasione per valorizzare il nostro patrimonio paesaggistico e per far conoscere la possibilità di praticare sport invernale anche nella nostra isola. Fra l'altro ci sono dei progetti che potrebbero aumentare l'afflusso di partecipanti per i prossimi anni.
lunedì 24 dicembre 2012
Salita a Monte Cuccio - 24/12/2012
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| Vista di Palermo |
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| L'ultima fatica |
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| La vetta |
Insieme a Stefania approfittiamo della splendida giornata per vedere la città da lassù, per ammirare a 360 gradi la bellezza della conca d'oro. Partiamo dal cimitero di san Martino e saliamo lungo la strada che, tornante dopo tornante, ci conduce a portella S. Anna. Imbocchiamo quindi la strada a destra che continua a salire verso la cresta in direzione monte Cuccio. La salita alterna tratti molto ripidi ad altri più abbordabili, comunque è costante fino a quando, arrivati in quota, si comincia a scendere verso il piano proprio sotto la vetta. Incontriamo un paesaggio veramente incantevole, coperto abbondantemente dal prato e popolato per molti tratti da pinete. Si passa da una grande vasca in cui è raccolta una notevole quantità d'acqua che attira tante mucche che rendono il terreno particolarmente insidioso e, subito dopo, si comincia la salita finale. Questa è molto ripida e nel primo tratto passiamo da un bosco per poi uscire ed affrontare gli ultimi tornanti allo scoperto. Inutile sottolineare il panorama che, in ogni punto, evidenzia tutta la costa fino a san Vito e tutta la parte interna per molti chilometri. Finalmente siamo in cima e guardiamo da vicino ciò che abbiamo sempre visto da sotto come un gigante che domina la città. L'assenza di foschia ci permette di scorgere anche Ustica e la nostra fatica è ampiamente ripagata. Come sempre accade, facciamo fatica ad andar via. Ma qualcosa mi fa pensare che ritorneremo presto, chissà magari con Martina e Chiara. Penso che, vinta la voglia di restare a letto, saranno contente di vedere il mondo da quassù!
sabato 22 dicembre 2012
Pizzo Manolfo -Portella S.Anna - San Martino - 22/12/2012
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| Il panorama dal lato di Pizzo Manolfo |
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| Lungo la salita verso Pizzo Castellazzo |
Già da qualche settimana avevo cercato di organizzare un'uscita in MTB che mi permettesse di raggiungere la vetta di monte Cuccio per poi scendere da San Martino. Le piogge che, regolarmente, concentravano la loro presenza nei fine settimana avevano impedito il realizzarsi di questo progetto. Anche questa mattina, puntualmente come per una maledizione, il cielo era coperto e la pioggia abbondante. Quando un piccolo squarcio nel cielo rivela qualche timido raggio di sole, allora non ho più dubbi: prendo la bici ed esco pronto ad affrontare la strada anche in queste condizioni. Mi incontro con il nipotino (per modo di dire) Emanuele e partiamo verso l'imbocco per la salita di Pizzo Manolfo. Cominciamo a salire e l'aria è frizzante, molta umidità, un giusto tasso di fangosità e una grande voglia di salire. Gli ingredienti ci sono tutti e, pedalata dopo pedalata, raggiungiamo il belvedere per poi inoltrarci nel bosco. Continuiamo a salire verso la cima quando il cielo si copre improvvisamente, la temperatura continua a scendere e una bella scarica d'acqua ci invita a considerare seriamente la possibilità di tornare indietro. Tuttavia la voglia di raggiungere l'obiettivo è tanta e decidiamo di andare avanti senza indugi. Dopo qualche minuto la pioggia è diminuita e adesso possiamo proseguire. Imbocchiamo la strada verso pizzo Castellazzo ed arriviamo in prossimità del bivio che scende verso la strada asfaltata che porta a Pian dell'Occhio. Una volta giunti in prossimità dello "Zio Caliddu" dovremo abbandonare la strada e cominciare la salita verso Portella S. Anna. Troviamo una strada in mezzo ad un bosco di pini, si notano le conseguenze del terribile incendio di quest'estate. La strada, già scavata profondamente dall'acqua, è continuamente interrotta dai tronchi degli alberi semi carbonizzati caduti naturalmente o tagliati appositamente. Non risulta particolarmente agevole salire con questo terreno ma ci stiamo divertendo molto e, laddove non possiamo stare in sella, spingiamo volentieri e ci godiamo il panorama che diviene sempre più affascinante. Finalmente arriviamo in cima a portella S. Anna ed, in prossimità di un quadrivio analizziamo l'eventualità di continuare per la cima di monte Cuccio. Siamo nel punto in cui comincia la discesa per San Martino e ci fermiamo in prossimità di un bunker che domina un panorama bellissimo. Dopo una breve consultazione, decidiamo di rimandare la salita. Le condizioni meteo peggiorano di minuto in minuto e la nebbia si avvicina velocemente. Cominciamo quindi la strada verso san Martino non dopo aver scattato qualche foto alla nostra città vista da quassù. Riusciamo a godere di qualche raggio di sole prima di arrivare in piazza e, durante la discesa verso Palermo, veniamo colti da una fortissima grandinata. Ormai però è fatta e, incuranti delle condizioni, procediamo appagati verso una meritata doccia bollente.
domenica 4 novembre 2012
Acchianata di Santa Rosalia - Monte Pellegrino 4 novembre 2012
Come ogni anno ci ritrova alle falde di Monte Pellegrino, lato inizio Scala Vecchia, per percorrere quei cinque chilometri circa che ci separano dal Belvedere. E' una gara dura, perché dura è la salita e perché il terreno è reso particolarmente aspro dalla pavimentazione della strada che percorriamo. Siamo circa 110 persone che, scalpitanti, si apprestano a cominciare la ripida ascesa del "Promontorio più bello del mondo" come qualcuno molto importante definì il luogo. Il cielo è abbastanza sereno, la temperatura è abbastanza alta e non è un buon segno quando devi affrontare un percorso simile. Ma questi sono solo dettagli e, definite le pratiche pre-gara, si parte puntualissimi verso la vetta. La Scala Vecchia si popola di una striscia di persone che, ognuno con il suo ritmo, tendono al punto più alto. Arriviamo al santuario dal quale santa Rosalia saluta e benedice ogni atleta. Percorriamo circa 1 km di strada asfaltata ed arriviamo al belvedere dove è posto il traguardo. E' stata dura ma ne è valsa la pena. Il panorama da quassù è splendido e ci godiamo il ristoro finale, a suon di pasticcini e caffè, offerto dalla Trinacria che non finiremo mai di ringraziare perché ci offre ogni anno la possibilità di partecipare a questa splendida manifestazione.
domenica 28 ottobre 2012
Trailsprint Up & Down - Monte Pellegrino 28/10/2012
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| L'ultimo tratto di salita |
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| In attesa della partenza per la discesa in compagnia di mio fratello Alessandro |
Questa volta cominciamo dalla fine. Giungiamo all'arrivo durante un tremendo acquazzone e le nostre gambe sono completamente ricoperte di fango. C'era da aspettarselo, viste le previsioni dei giorni scorsi e le nuvole che, già dalla prima mattinata, avvolgevano il cielo di Palermo. Ma in fondo un pochino me lo auguravo, speravo che le condizioni meteo potessero rendere questa gara un poco più emozionante. Con il terreno pesante infatti riesco ad andare più forte in discesa e così posso recuperare parte dello svantaggio che accumulo durante la salita. Laddove peraltro la salita si chiama "Valle del Porco", allora è molto importante saper gestire le forze e non cedere alla tentazione di cominciare veloce: questo errore si pagherebbe con gli interessi. Così sono stato accontentato perché infatti, proprio durante il tratto in discesa, si è scatenato l'inferno. La gara è valida come 10° prova del circuito Ecotrail Sicilia 2012 e sostituisce la prova del Km verticale dei Carbonai di Castelbuono che, a causa di un disguido burocratico, non ha potuto prendere il via. La nuova formula prevede due parti: la prima in salita dal piazzale antistante Casa Natura alle falde di Monte Pellegrino con arrivo alle antenne e la seconda in discesa da Pizzo Monaco al punto di partenza. Le due prove sono divise da un intervallo di circa un'ora l'una dall'altra e mantenendo lo stesso ordine di partenza. Si parte singolarmente con un intervallo di 30 secondi fra un atleta e l'altro. Parto per 34° e so bene, come sempre, che l'unico obiettivo della salita, è quello di non perdere troppo terreno. Arrivo al santuario di S. Rosalia in 20 minuti circa riuscendo a superare indenne le insidie rappresentate dai tratti su rocce molto viscide così ripidi che impegnano anche le mani. Comincio così la seconda parte che, oltrepassata la strada asfaltata, ci conduce all'arrivo alle antenne. Gradoni di roccia molto insidiosi impongono una costante attenzione ad ogni passo. Ma alla fine l'obiettivo è raggiunto: l'incontro di Stefania e le voci dei miei amici mi fanno capire che è l'ultimo sforzo. Riesco anche a sprintare e concludo la salite in 32 minuti e 48 secondi. Giusto il tempo di mangiare qualcosa e cambiarsi e ci trasferiamo al punto di partenza della discesa. Adesso posso esprimermi al meglio ed infatti parto con le condizioni del terreno che preferisco. Il primo tratto in forte pendenza mi fa capire che mi sento bene. Le gambe girano ed il terreno pesante mi invoglia ad osare qualcosa in più. Giungo in prossimità della strada asfaltata in zona santuario e comincia un tratto pianeggiante che ci porterà a percorrere la Rufuliata o variante Viller (che prende il nome dal mio amico Viller Caruso che per primo ne ha tracciato il percorso). Questa è una discesa molto tecnica piena di tornanti e di insidie costituite dalle rocce molto scivolose e da pietraie che possono danneggiare le caviglie. Le scarpe sono molto infangate ma tengono ancora bene e la gambe cominciano a ricoprirsi di fango. A metà strada si scatena un diluvio che in pochi secondi mi rende inzuppato ed a quel punto, forse a causa di una forte scarica di adrenalina, comincio ad andare più forte. Supero indenne i tratti più pericolosi e imbocco il rettilineo verso l'arrivo. L'ultimo tratto in piano scorre infatti veloce veloce e procedo incurante del fango che, passo dopo passo, avvolge le mie scarpe. Taglio il traguardo in 25 minuti e 19 secondi. Adesso alla pioggia si aggiunge anche il forte vento. Ma il trail è anche questo ed anche oggi abbiamo trascorso una bellissima ed appagante giornata di sport.
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